
BANDA AL PRATO ANNO 1937
La Banda del M.o Martino Pontiggia
La fotografia che pubblichiamo riporta la data 19 giugno 1937 e documenta il saggio ginnico svoltosi quella domenica nel nostro paese nel piazzale Vittorio Veneto, da sempre conosciuto dai marcianesi come “Il Prato”.
Quel giorno, alla presenza di tanti spettatori e delle autorità del regime, locali e provinciali, si esibirono in esercizi ginnico-sportivi, ben 350 alunni (?!)
La Banda paesana non poteva certo mancare a quel rito di propaganda, anche perché la Filarmonica, già dagli inizi del 1935,non era più associazione indipendente, ma era divenuta attività culturale del “dopolavoro fascista”.
Come sempre accadeva in queste manifestazioni, i giuochi si svolgevano nell’area del Prato: le rappresentanze politiche occupavano il palcoscenico centrale accanto al “pozzo” con ai due lati gli spettatori, la Banda si piazzava in un punto di buona visibilità e ascolto.
La foto di oggi ritrae il gruppo musicale in un momento di pausa dei giuochi e grazie alla discreta qualità dell’immagine è facile riconoscere, già a prima vista, tanti musicisti che hanno fatto parte del nostro sodalizio fino ad un passato abbastanza recente.
Il maestro Martino Pontiggia, già alla seconda foto nel primo anno del suo arrivo a Marciano, posa al centro con il completo bianco, alla sua destra il capobanda Emilio Pomeranzi con il flicorno baritono e dall’altro lato la batteria al completo con i fratelli Migori e Luigi Civitelli. Poi l’immancabile Cesare, Gorizio, Gino, Ampelio, Arturo, Sisto, Oscar e ancora Clemente, Enrico, Tommaso, Oreste, Alberigo, Domenico e altri nominati nell’elenco che accompagna la foto.
Alfredo e Cecco sono assenti perchè molto probabilmente impegnati quali istruttori nel saggio ginnico; anche il Pegna manca dalla foto, perché sicuramente fotografo di giornata e autore, quasi certamente, di questa bella immagine.
Come al solito chiediamo collaborazione per il riconoscimento di alcuni soggetti presenti nella foto e corrispondenti in particolare alle sagome 2 – 5 e 18.
Marciano 6 febbraio 2025 Da “Le Stanze della Musica”
BANDA DI MARCIANO 1937
La Banda del M.o Martino Pontiggia
Questa significativa immagine, dal punto di vista storico, si colloca in uno scenario bello e caro ai marcianesi, con la rocca sullo sfondo.
La fotografia non ritrae la sola Banda, ma anche un po’ di popolazione marcianese ed è molto rappresentativa degli anni del regime fascista, con i “fasci” in primo piano sopra le colonnette del cancello di ingresso del Parco Littorio, che era stato da poco ceduto in proprietà al PNF insieme alla Rocca e al fabbricato di Borgo dei medici, dove aveva sede la casa del fascio intitolata al fratello del duce Arnaldo Mussolini.
Al centro dell’immagine c’è la banda schierata in fila orizzontale, con il Presidente Dr Alberigo Fabbri decimo da sinistra e il M.o Martino Pontiggia, ultimo a destra.
E’ la prima foto dove compaiono due musicisti allora venticinquenni che saranno,nell’immediato futuro, l’emblema della Banda di Marciano: Alfredo Angiolucci e Cesare Erbetti; Insieme a loro anche tanti nuovi suonatori oltre agli storici musicisti.
Nel gradone sopra la Banda sono schierate le autorità politiche e istituzionali compreso il prete (don Vito Viti), i Carabinieri della stazione di Marciano in alta uniforme, le bandiere e anche qualche componente della Banda (Francesco Santini) prestato alle autorità di regime quale portavessillo; qualcuno, qua e là, ostenta il saluto romano o forse fa un gesto di saluto. Stranamente non è presente il Podestà che all’epoca era Ciro Valdambrini.
Nella gradinata sottostante la Banda sono in posa le “giovani italiane”, in divisa.
Nella vetta del parco, i “figli della lupa” e i giovani “balilla”, anch’essi rigorosamente vestiti con l’abbigliamento voluto dal regime.
La foto non ha esatto riferimento temporale, ma si presume che l’epoca dello “scatto”risalga alla primavera del 1937 in occasione dell’annuale festa degli alberi.
Anche per questa immagine, con la collaborazione dei lettori, sarà forse possibile attribuire un nome alle persone ancora non riconosciute.
Da “Le Stanze della Musica”

GITA ALLA VERNA ANNO 1925
La Banda del M.o Adriano Giusti
La fotografia che presentiamo non è fra le più conosciute in paese e ci è pervenuta dall’archivio fotografico della famiglia Santini. La stessa è a ricordo dell’impresa, direi epica, che la nostra Banda affrontò nei giorni sabato 9 e domenica 10 agosto dell’anno 1925. Si tratta “nientemeno” della gita al Santuario della Verna, cosa abbastanza impegnativa per quell’epoca.
In quella gita di ben due giorni, la Banda fu accompagnata da un gran seguito di popolo marcianese. La partenza avvenne dal nostro paese, alle quattro del mattino con i mezzi automobilistici dell’epoca e grazie alla generosa sensibilità del Conte Giulio Cacciaguerra che sponsorizzò l’evento.
Lo spirito della gita era sicuramente religioso, ma anche vacanziero giacché i marcianesi si portarono dietro una bella damigiana di vino offerta dal ricevitore postale Antonio Bacci che si unì alla nutrita comitiva della quale facevano parte il presidente della Filarmonica Oreste Santini, l’assessore Jacopo Palleggi, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’architetto Aurelio Cetica e il dott. Agostino Gerli.
Alle ore 8 di sabato i nostri gitanti erano già (!!!) a Rassina dove furono festosamente accolti dal presidente della locale Filarmonica e da altre autorità cittadine, che offrirono un rinfresco mattutino ai nostri musicisti i quali contraccambiarono con l’esecuzione di una bellissima marcia per le strade del paese casentinese.
In tarda mattinata la nostra Banda, con il popolo al seguito, giunse al Santuario accolta festosamente dai monaci francescani e dai villeggianti presenti.
Nel pomeriggio, nel piazzale del Santuario, fu proposto uno scelto programma musicale sotto l’abilissima direzione del Maestro Adriano Giusti. Il concerto, che riscosse grande successo, fu rieseguito la mattina successiva e fu quella l’occasione per immortalare il momento nella storica foto di archivio.
Dopodiché i nostri musicisti e paesani presero la via del ritorno verso Marciano non perdendo l’occasione di una sosta a Salutìo dove fu offerto dal Presidente della locale filarmonica, un altro rinfreschino..
La foto è piena di tanti musicanti cari alla memoria paesana e ci piace con affetto nominarli, almeno alcuni, con il soprannome con cui venivano chiamati nella comunità: Gin de Michelino, Baffone, Dondo, il Ciurmene, Dorino, ancora il Pegna, il Giglioni… e anche di persone del popolo quali il Cenni storico sacrestano dell’epoca.
Alla foto segue il nominativo dei personaggi ritratti anche se non tutti sono stati riconosciuti, ma siamo sicuri che in questa occasione ci sia qualche possibilità che l’elenco si arricchisca!.

Ci è stato chiesto di aggiungere alle foto della Banda, che da qualche tempo pubblichiamo, anche i nomi dei personaggi in esse ritratti.
Lo faremo con grande piacere precisando però che non sempre è stato possibile restituire un quadro completo poiché alcune fotografie hanno cento o più anni e anzi, cogliamo l’occasione per stimolare il lettore a risolvere l’anonimato di qualche personaggio che non siamo riusciti ad identificare, con grande soddisfazione di tutti!.
DAL QUOTIDIANO L’APPENNINO
Le Feste a Marciano – 25 Agosto 1894
BANDA DI MARCIANO 1914

BANDA DI MARCIANO 1914
La Banda del M.o Alessandro Franchi
E’ domenica 22 marzo 1914; la Banda è in posa sulla scalinata della chiesa della Santissima Annunziata, più conosciuta ai marcianesi come chiesa del SS. Crocifisso.
E’ il giorno dell’inaugurazione della pubblica assistenza, denominata “Croce Verde” e la Banda non poteva mancare a questo importante evento.
Questa fotografia, (fino alla scoperta di quella datata 1899) è quella comunemente conosciuta come la foto dell’antica Banda e senz’altro la più presente nell’album di molte famiglie marcianesi.
Certo l’aspetto della Banda è ben diverso da quello del più lontano passato!
Che fine hanno fatto le originali divise ottocentesche che la Banda sfoggiava fino dal 1878? Di esse non c’è più traccia, ahimè!
Molto probabilmente le ristrettezze economiche di quel periodo storico avevano colpito anche la nostra Filarmonica e mancavano le risorse per rinnovare, integrare o riparare le antiche “monture”..
Ma, al di là delle divise, è pur sempre la nostra Banda ed è bello riconoscere in questa formazione tanti musicisti già presenti nella più vecchia foto, insieme ad altri di successiva generazione, che abbiamo personalmente conosciuto! A dire il vero alcuni di noi bandisti, da principianti, ci hanno anche suonato insieme (vedi il Pegna terzo bambino accovacciato a destra e Clemente il fabbro, quinto da sinistra in terza fila).
La Banda di Marciano ha avuto l’onore e la fortuna di essere diretta nel tempo da grandi maestri tra i quali il M.o Alessandro Franchi, che guidò quel giorno il servizio musicale. Franchi, originario di Bastia Umbra, prestava servizio nella Banda di Marciano fin dal 1912 e vi rimase fino al 1915; di fatto era Maestro della Banda di Foiano e, a scavalco, dirigeva e insegnava anche nella nostra. Nella foto lo vediamo secondo in terza fila, con papillon e bacchetta in mano, accanto a lui il Presidente Natale Salvadori
Riguardo alle originarie divise della Banda, ci siamo domandati più volte come sia possibile che in casa di qualche famiglia marcianese di vecchi filarmonici, magari in un cassetto, in un baule, in soffitta… non vi sia anche solo un brandello appartenuto all’ antica “montura”?!
La Filarmonica aspetta ancora, con flebile speranza, che un così fortunato ritrovamento possa accadere! Non si sa mai!
BANDA DI MARCIANO 1899

La Banda del M.o Gustavo Mei
Questa è la foto più antica della nostra Banda e sicuramente una delle più belle.
La composizione fotografica con il maestro e i dirigenti seduti al centro, i musicisti disposti dietro su varie file, i ragazzi in basso nel prato e le “monture” militaresche con tanto di berretto e pennacchio, nobilita la Banda al pari delle più importanti dell’aretino.
La foto porta con sé anche suspence ed emozioni, basti pensare che il suo fu un ritrovamento del tutto casuale e fu proprio un pizzico di fortuna che fece venir fuori questa foto, nascosta nella stanza della musica in un quadretto dietro un’altra foto bandistica.
La foto, senza alcuna didascalia e priva di qualunque altro riferimento, poteva anche essere quella di un’altra Banda!
E’ stato possibile identificarla nell’anno 2005, al tempo delle ricerche per la stesura del libro “La Grande Banda” quando dal cassetto dei ricordi di Mario Pomeranzi, venne fuori una piccola foto che lui conosceva come foto della Banda di Marciano ed era uguale a quella nella stanza della Musica. Ciò suscitava grande emozione in chi è affezionato alla nostra Filarmonica perché sparivano i dubbi circa l’attribuzione della foto perché la stessa documentava l’antico sodalizio musicale del nostro paese.
Ora bisognava dare un nome ai personaggi della foto ed individuare l’epoca di scatto. Anche per questa ricerca si fu aiutati da un pizzico di fortuna.
Cercando nelle lapidi del cimitero le foto di coloro che avevano fatto parte della banda a vario titolo, si è riconosciuto Pasquale Riccioli che è ritratto con una divisa di tipo militare e l’icona sulla lapide era stata estratta proprio da quella foto della Banda.
Questo ritrovamento oltre a dare ulteriore conferma che la fotografia si riferiva alla Banda di Marciano, permetteva di dare un primo nominativo ai personaggi fotografati (Pasquale Riccioli, prima fila in piedi terzo a sinistra).
Poi da Umbertide arrivò la foto del maestro Gustavo Mei ed era proprio il maestro con la spada al centro della foto e, a seguire, l’individuazione dell’allora Presidente Francesco Martini. Fra i componenti della banda riconoscibilissimo Clemente Pomeranzi, anche se al tempo della foto aveva solo 13 anni, poi Evaristo Chiavini e via via, fino a dare nome a quasi tutti i componenti.
Vari elementi datano la foto alla primavera dell’anno 1899, probabilmente in occasione dell’ultimo saluto al maestro Gustavo Mei che di lì a poco avrebbe lasciato il paese e la Banda di Marciano della quale era Maestro sin dal 1892, per ritornare nella regione marchigiana dalla quale proveniva.